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Discussioni
Anche Rossini utilizzo' i sassofoni PDF Stampa E-mail
Dopo un concerto con l'Ensemble di Sassofoni, tenuto a Napoli lo scorso inverno, ebbi il piacere di conoscere il Prof. Sergio Ragni, persona estremamente gentile e profondo conoscitore di Gioacchino Rossini. Naturalmente il nostro discorso volse su Rossini e sui Sassofoni ed io espressi cio’ di cui ero a conoscenza e cioè che Rossini purtoppo morì troppo presto per poter conoscere ed apprezzare il Sassofono, ma il Prof. Ragni mi smentì dicendo che tre mesi prima di morire, Rossini scrisse anche per il Sassofono e nella sua immensa biblioteca personale mi fece vedere una lettera manoscritta indirizzata al Ministro dell'Istruzione Pubblica dell'epoca, C.re Emilio Broglio, con la quale ringrazia il Re Vittorio Emanuele per l'Onorificenza attribuitagli e che accompagna la partitura di una Fanfara "La Corona d'Italia" nella quale Rossini utilizza ben cinque Sassofoni (1 sax soprano in sib, 1 sax alto in mib, 1 sax tenore in do, 1 sax baritono in mib e 1 sax basso in sib) e ne esalta le qualità, "…istrumentando io questo pezzetto di musica, da eseguirsi ben inteso a Piedi fermi, mi valsi non solo degli antichi istrumenti delle Bande Italiane, ma eziandio dei nuovi Eccelentissimi dovuti al Cellebre suo Inventore e Fabbricante Sax, non posso supporre che i Capo Banda della Musica Militare Italiana non abbian (come fu praticato per ovunque) adotati detti Istrumenti, Se per fatalità questo solo Progresso dei giorni nostri non fosse stato abbracciato da loro (cio’ che infinitamente mi dorrebbe) Supplico V.E. voler affidare la mia Partizione ad un valente  Compositore di Musica Militare (cio’ che sovvente si rinviene nei Capo Banda!) affine di adattarla ai loro mezzi ordinari conservando con senno e Pazienza gli effetti Melodici e armonici della originale fanfara..." Passy 10 Sett.e 1868. La cosa mi incuriosì e presso la Biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, trovai la partitura originale di questa Fanfara. Sono sicuro che se Rossini fosse vissuto ancora più a lungo, avrebbe scritto ottima musica utilizzando il Sassofono al meglio delle sue qualità tecniche e timbriche.
 
Il sassofono al Conservatorio di Musica S.Pietro a Majella di Napoli PDF Stampa E-mail
Con la sua ancora breve ma intensa storia, il Sassofono o piu' comunemente  Sax (inventato nel 1840 da Adolphe Sax da cui prende il nome) considerato forse lo strumento piu' affascinante e seducente dei nostri giorni, è riuscito ad imporsi nello storico e prestigioso Conservatorio "San Pietro a Majella" di Napoli.
La scuola di Sassofono, (esistono 2 cattedre) che a Napoli funziona con grande entusiasmo è spesso scelta a rappresentare il Conservatorio in manifestazioni che si svolgono non solo in Campania ma anche in altre regioni. Tale rappresentanza è affidata ai quartetti di sax e al grand'Ensemble di Sassofoni del Conservatorio S. Pietro a Majella diretto da Francesco Salime, formazione, questa, che comprende 14 sassofonisti, 2 percussionisti e pianoforte. Un tale successo, oltre al costante impegno dei docenti è da attribuirsi al M° Roberto de Simone, che non ha bisogno di presentazione, il quale nominato Direttore del Conservatorio per chiara fama nel 1995, ne ha stravolto (in positivo) la sua organizzazione.
Grazie al suo interessamento il Conservatorio  ha potuto acquistare quasi l'intera famiglia dei sassofoni, dal sopranino al basso, (probabilmente il Conservatorio di Napoli è l'unico in Italia a possedere tale set) condizione essenziale che ha permesso a Francesco Salime di costituire il grand'Ensemble di Sassofoni del Conservatorio San Pietro a Majella.
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